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LA
PASTA
Fresca, secca, all'uovo
o ripiena, la regina incontrastata della gastronomia italiana
e' la pasta.
Fra i tipi di pasta la parte del leone la fa certamente la
pasta secca, che in percentuale ai consumi ne copre una quota
pari all'80%. La pasta secca e' fabbricata con semola di grano
duro e acqua.
Fondamentale e' l'acquisto e l'utilizzo di un prodotto di
buona qualita' che mantenga bene la cottura e che dia una
buona resa. Essendo le paste di semola molto differenti, con
colorazioni piu' o meno pronunciate, assorbimenti dell'acqua
e tempi di cottura diversi, bisogna porre molta attenzione
all'acquisto, per poter ottenere un buon risultato e' preferibile
rivolgersi verso quei prodotti che diano le migliori garanzie
di qualità.
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Come
valutarne la qualita'?
I fattori qualitativi possono essere riassunti per sommi capi
in 5 punti:
1)
Il tipo di provenienza della semola da cui si produce il grano
duro
2) Le caratteristiche della semola
3) La lavorazione di gramolatura,
trafilatura ed essicamento
4) Eventuali ingredienti aggiunti
5) L'igiene di conservazione
In base alla legge del 4/7/67 n.580 la pasta di semola di grano
duro deve essere fabbricata soltanto con semola di grano duro
e acqua. Qualsiasi altra aggiunta anche se parziale di farina
di grano tenero costituisce una frode.
Praticamente in Italia con la vigente legge, non e' possibile
fabbricare pasta secca con aggiunta di grano tenero se non incorrendo
nelle sanzioni di legge.
Per la preparazione dell'impasto da pastificare in genere si
aggiunge un 30% di acqua alla semola, che per essere tra le
migliori dovrebbe avere particelle di dimensioni uniformi e
di non eccessiva finezza, finezza che provocherebbe, durante
la lavorazione, danni alla struttura proteica e che comprometterebbe
la tenuta di cottura della pasta stessa; per contro particelle
molto grosse assorbirebbero l'acqua in modo poco omogeneo e
darebbero al prodotto una consistenza variabile.
Per preparare la pasta, ottenuto l'impasto della semola con
l'acqua ed eventualmente con altri ingredienti, si passa alla
trafilatura.
La trafilatura e' una fase molto importante per ottenere una
buona qualita' del prodotto e si realizza con la "trafila",
un utensile particolare che determina la forma della pasta;
in pratica l'impasto viene spinto contro la trafila che, grazie
a fori sagomati, permette l'uscita della pasta con la forma
voluta.
La tradizione dice che le "trafile" sono prevalentemente
di bronzo, anche se, negli ultimi decenni da parte di molte
aziende le stesse sono state sostituite con quelle in acciaio
o rivestite di teflon. I risultati sono diversi, la pasta trafilata
al bronzo presenta una superficie rugosa più adatta a
trattenere il condimento, mentre le altre presentano un aspetto
più liscio e se anche dall'aspetto più attraente
trattengono meno i condimenti.
Il passaggio successivo e' l'essiccamento.
L'essiccamento puo' essere rapido oppure lento. La vigente normativa
italiana prevede
un massimo di umidita' della pasta secca del 12,5% quindi bisogna
procedere all'essiccamento in tunnel nei quali circola aria
calda.
L'essicamento puo' avere tempi e temperature che variano a seconda
del formato, dalle sei alle ventotto ore per il tempo, e dai
40° agli 80° le temperature.
Le tendenze attuali sono quelle di aumentare le temperature
e di abbreviarne i tempi in quanto e' stoto osservato che la
temperatura elevata ne migliora le proprieta' strutturali e
la sua consistenza in cottura. |
Occhio
all'etichetta
Prima di acquistare il prodotto e' consigliabile porre attenzione
che sull'etichetta esista perfetta corrispondenza tra il prodotto
e le diciture dichiarate e verificare la zona di produzione.
Per decidere la pasta da utilizzare e' necessario per prima
cosa verificare il prodotto sotto il profilo organolettico e
igienico.
Una buona pasta secca deve possedere alcuni requisiti essenziali:
*Confezione integra
*Colore giallo o paglierino
*Aspetto omogeneo senza macchie
bianche o nere
*Sapore e odore gradevole
*Assenza di bolle d'aria
*Fattura vitrea
*Assenza di fessure o tagli
*Assenza di muffe, larve o parassiti
*Assenza di corpi estranei
*La pasta va conservata in posti
asciutti e secchi. |
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La
valutazione definitiva e' data dal proprio gusto personale.
L'assaggio
andrebbe fatto senza aggiungere alla pasta alcun condimento
o al limite versando un cucchiaino di olio extravergine di
oliva su un campione per valutarne la tenuta finale del condimento.
I riferimenti durante l'assaggio per ottenere dei parametri
di giudizio sono principalmente:
La consistenza
L'omogeneita' della cottura
La collosita'
Il flavour
La tenuta di cottura
La consistenza:
e' consistente quella pasta che, cotta in modo ottimale (in
base alle indicazioni dei produttori), si presenta soda ed
elastica non cede facilmente alla pressione e dopo riacquista
la sua forma iniziale.
L'omogeneita' della cottura:
alcuni
tipi di pasta ottenute con semole con una componente scadente
di glutine (elemento del grano che "lega" l'amido
e non lo rende solubile), risultano scotte all'esterno e crude
all'interno. La pasta ideale deve risultare consistente in
ogni sua parte.
La collosita':
dopo la
cottura la pasta si presenta collosa si ammassa e presenta
una superficie appiccicosa ancor prima di essere condita.
Questo
difetto
potrebbe riferisi al tipo di materia prima utilizzata (farina
miscelata alla semola), o alla tecnologia di produzione non
completamente perfetta.
Il flavour:
e' un termine che esprime l'insieme delle caratteristiche
gustative, aromatiche e odorose tipiche della pasta e cioè
un giudizio complessivo che indica la piacevolezza delle sensazioni
che si provano durante la degustazione.
La tenuta di cottura:
La tenuta
della pasta dopo la cottura e scolatura prima
dell'aggiunta dei condimenti serve per verificarne le qualita'
in quanto alcuni difetti delle paste tendono ad aumentare
col passare del tempo e anche solo pochi minuti dopo la scolatura
risultano immangiabili
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